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La zona rossa

zona rossaUn appuntamento tradizionale. Si festeggia da anni questo evento ed è l'occasione per sgranchire un po' il motore all'esuberante e potente 8 cilindri. Durante il trasferimento però le prime avvisaglie e di seguito, nel pomeriggio, la conferma: vedo la sua possente sagoma ferma a lato di un tornante, il cofano spalancato e un geyser che si sprigiona dal motore.

Mi fermo; restiamo tutti attoniti nel vedere questa scena anacronistica, quasi straziante. Tutti noi cinquantenni abbiamo vissuto in giovinezza esperienze simili nelle allegre scorribande con le nostre vecchie carrette ma ora, eleganti e raffinati, la interpretiamo come un messaggio funesto e ne abbiamo paura.

Analogamente, quando il nostro amato statista si è dovuto fermare, colpito con un “ex-voto” al volto, ha evidenziato la vulnerabilità che si annida anche sotto corazze ben studiate e che inaspettatamente può rivelarsi agli occhi di tutti. Può accadere infatti che ad un certo punto qualcosa ribolla nella nostra mente, costringendoci alla resa a bordo strada, esponendoci ad occhi bramosi di sbirciare dentro alle nostre emozioni. E come nel caso dell'auto, indifesa con il cofano aperto, dobbiamo "raffreddare" e farci “rabboccare” per ciò che ci sta sfuggendo, per poter proseguire e raggiungere senza danni la salvezza.

Coraggio amici, non è poi così drammatico come sembra!

 

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